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  1. Guida su come stringere i pantaloni

    Acquisti sbagliati, ma soprattutto diete, sono tra i principali motivi per i quali si vogliono stringere i propri pantaloni e cambiarne la taglia. In alcuni casi il problema dei pantaloni che cadono si può risolvere cambiando il buco alla cintura, ma in altri serve un restringimento. Pensate per esempio ad una tuta, a dei pantaloni sportivi o a dei fuseaux…non possono essere indossati con una cintura! E nemmeno si può pensare di comprare vestiti nuovi ogni volta ce ne sia bisogno. Ecco che imparare a stringerli in vita da soli diventa più che utile, indispensabile!

    Il tutorial che segue è quindi ideale per pantaloni e gonnelle elastiche e richiede principalmente l’utilizzo di un elastico comune. Parliamo di elastico comune in quanto si possono trovare anche degli elastici appositi per stringere i pantaloni: essi hanno dei fori ai quali si possono cucire dei bottoncini sul cinturino, cosa

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  2. Come si stira una camicia?

    Stirare è probabilmente l’attività domestica più ostica e complessa, la quale va eseguita rispettando alcune regole di base che servono per non rovinare i capi di abbigliamento e per darci la possibilità di uscire in ordine. La maggior parte degli outfit prevede che i vestiti siano stirati, sono veramente pochi quelli che suggeriscono dei capi spiegazzati. Sicuramente per eventi importanti è richiesto un dress code elegante, con abiti e camicie ben stirati.
    A tal proposito proponiamo la nostra guida per stirare le camicie in quanto rappresentano il capo di vestiario più difficile da gestire. Chiariamo fin da subito dunque che sia per il risultato finale che per allungare la vita delle camicie stesse è fondamentale non sbagliare i movimenti che adesso presentiamo. Allo stesso modo, ricordiamo che anche l’impostazione del materiale e la temperatura del ferro da stiro fanno la differenza e quindi anch’essi non vanno

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  3. La storia del tartan

    Capita spesso che il tradizionale significato di una parola arrivi ad abbracciare poi un maggior numero di elementi, cosa che è successa anche con la traduzione del termine “Tartan”. Infatti, mentre inizialmente con questa parola si faceva riferimento al particolare disegno del kilt scozzese, realizzato con un tessuto di lana, oggi comprende tessuti diversi ed anche delle forme variegate del disegno originale. Ecco che il caratteristico disegno con i riquadri spezzati e formati da righe di colore differente, tipico del gonnellino degli uomini in Scozia, si è esteso tanto all’abbigliamento internazionale maschile, tanto a quello femminile. Ma, come sappiamo, non mancano poi anche le stoffe di arredamento, come tappezzeria e tendaggi per esempio, con motivo tartan.
    Per essere precisi il disegno del taglio tartan si chiama “sett” e si ripete su tutto il tessuto con una frequenza che potremmo definire stabilita. Ad oggi sono quasi 50 le varianti

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  4. Come prendere le misure per le tende?

    Avere la passione per l’ago ed il filo e cucire qualsiasi cosa per sé, i propri cari e la propria abitazione è una grande soddisfazione, ma comporta altresì una grande concentrazione. Sì perché tanto per l’abbigliamento tanto per i tendaggi da mettere alle finestre o portefinestre è molto importante prendere correttamente le misure, operazione delicata e talvolta complessa che necessita di una particolare precisione.

    Bisogna infatti tenere in considerazione tre aspetti diversi, i quali dovrebbero essere noti al momento della misurazione. Stiamo parlando della dimensione delle finestre, del binario o bastone e del tipo di tenda che si desidera. A vetro, mantovane, con anelli o con passanti, le varie tipologie di tende si differenziano per la lunghezza. Quindi non basta prendere le misure del binario o dell’eventuale bastone, bensì tenere di conto delle caratteristiche delle tende che si vogliono realizzare.

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  5. Cos’è il Jersey cotone?

    Molto spesso tendiamo a dare tutto per scontato senza soffermarci su come i tessuti nascono, ma soprattutto quali caratteristiche li contraddistinguono, aspetti quest’ultimi che sono importanti per utilizzare al meglio gli abiti, per salvaguardarli e lavarli.

    Oggi prendiamo in considerazione il jersey, tessuto che in realtà non è un tessuto in quanto non è realizzato con trama ed ordito a telaio. Con questo nome si fa infatti riferimento alla stoffa prodotta a maglia rasata, cosa che succede per la maggior parte della maglieria a carattere industriale. La superficie del jersey è quindi rasata, a nido d’ape, e si presenta elastica, sia in lunghezza che in larghezza. Inoltre, il jersey si sposa bene con tutte le fibre tessibili, in particolar modo con il cotone, la lana e la viscosa, che rappresentano le tre fibre principali con le quali solitamente viene prodotta.

    Nel dettaglio, le principali tipologie di tessuto jersey sono così

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